Testimonianza di Emma Smith (moglie del profeta)


Nel corso della sua vita, Emma ha messo in chiaro la sua fede, riguardo la chiamata profetica di Joseph, il Libro di Mormon e la restaurazione della Chiesa di Gesù Cristo, sulla terra. Ad esempio, nel marzo 1844, mentre scriveva un rapporto per la Società di Soccorso, Emma disse:

Se egli [Joseph] fosse un profeta, cosa che è…

Molti anni più tardi, dopo che i Santi degli Ultimi Giorni erano andati ad ovest, Parley P. Pratt Jr. tornò verso est, per una missione, nel 1877. Parley P. Pratt Jr. si fermò a Nauvoo, lungo la strada, e scrisse, in una lettera inviata a casa:

Il giorno dopo, in compagnia di fratello Jamison, abbiamo visitato il sito del Tempio ed altri luoghi di nostro interesse e abbiamo chiamato Emma Smith, nel pomeriggio, che ci ha ricevuto con una certa gentilezza. Ora ha 73 anni di età ed una salute cagionevole. Ci siamo presi la libertà di farle, nello spirito di carità, molte semplici domande, a molte delle quali ha risposto, mentre ha eluso le altre. Ci ha dichiarato, nei termini più positivi, che il marito, Joseph Smith, visse e morì come un vero profeta di Dio.

Altre note, di quell’incontro con Emma, sottolineano le sue parole: “Credo che [Joseph] fosse tutto quello che professava di essere.” Pochi mesi prima di morire, Emma lasciò la sua ultima testimonianza, per i suoi figli.

Domanda: Qual è la verità del mormonismo?

Risposta: So che il mormonismo è la verità e credo che la Chiesa sia stata stabilita tramite la guida divina. Ho completa fiducia, in questo. Quando scrivevo per tuo padre, mi capitava spesso di scrivere, giorno dopo giorno, seduta al tavolo, accanto a lui, che dettava, ora dopo ora, con niente a separarci.

Domanda: Aveva un libro o un manoscritto da cui leggeva o ti dettava?

Risposta: No, non aveva né manoscritto né libro da leggere.

Domanda: Poteva averlo e, magari, tu non lo sai?

Risposta: Se avesse avuto qualcosa del genere, non avrebbe poteva tenermelo nascosto.

Domanda: Sei sicura che avesse le tavole, mentre scrivevi per lui?

Risposta: Le tavole spesso restavano sul tavolo, senza alcun tentativo, da parte sua, di tenerle nascoste, avvolte in una tovaglia di lino, che gli avevo dato, e nel piegarla, una volta, ho sentito le tavole, proprio mentre erano sul tavolo, e ho tracciato i loro contorni e la loro forma. Sembravano essere flessibili come carta spessa e si sentiva un fruscio con un suono metallico, mentre spostavo i bordi con il pollice, come si fa a volte con i bordi di un libro.

Domanda: Dove hanno scritto Oliver Cowdery e papà?

Risposta: Oliver Cowdery e tuo padre hanno scritto nella stanza in cui lavoravo anch’io.

Domanda: Non è possibile che papà avesse dettato il Libro di Mormon a te, Oliver Cowdery e agli altri che hanno scritto per lui, dopo aver prima scritto o letto qualche libro?

Risposta: Joseph Smith [e per la prima volta usò il suo nome diretto, avendo di solito usato le parole "tuo padre" o "mio marito"] non sapeva né scrivere, né dettare una lettera coerente e ben formulata, per non parlare di dettare un libro come il Libro di Mormon. E, anche se ero una partecipante attiva in quello che vivevamo, ed ero presente durante la traduzione delle tavole, e avevo conoscenza delle cose che erano accadute, era meraviglioso per me, “una meraviglia ed un prodigio”, come nessun altro.

Domanda: Devo supporre che hai scoperto le tavole e le hai esaminate?

Risposta: Non ho cercato di esaminare le tavole, oltre ciò che ti ho detto, né di scoprirle a guardarle. Ero convinta che fosse l’opera di Dio e, quindi, non sentivo la necessità di farlo.

Il maggiore Bidamon, lì presente, chiese: Il signor Smith le ha vietato di esaminare le tavole?

Risposta: Non mi sembra che l’abbia mai fatto. Sapevo che le aveva, ma non ero particolarmente curiosa, a loro riguardo. Le ho spostate da un posto all’altro, sul tavolo, come era necessario fare, per il mio lavoro.

Domanda: Madre, qual è la tua convinzione sull’autenticità o sulla provenienza del Libro di Mormon?

Risposta: La mia convinzione è che il Libro di Mormon sia di autenticità divina, non ho il minimo dubbio al riguardo. Sono convinta che nessun uomo avrebbe potuto dettare la scrittura dei manoscritti, a meno che non fosse ispirato, perché, quando in qualità di sua scrivana, tuo padre mi dettava, ora dopo ora, al ritorno dopo i pasti o dopo le interruzioni, iniziava esattamente dove aveva lasciato, senza né vedere il manoscritto o leggere parte di esso. Questa era una cosa usuale, per lui. Sarebbe stato improbabile che un uomo istruito avesse potuto farlo, per uno così ignorante, com’era lui, era semplicemente impossibile.

Oltre alla testimonianza di Emma, in parole, la sua devozione a Joseph e al vangelo restaurato, sono una potente testimonianza della sua fede.